Coccorano

L’origine del nome non si conosce. Coccorano non ha un agglomerato di case, è non è stato mai totalmente dipendente o collegato ad Assisi.

Il castello risalirebbe agli inizi del feudalesimo in Italia, al tempo delle calate degli imperatori germanici. Fa fede dell’antichità del castello il testo di una iscrizione posta a fianco dell’altare maggiore dell’attuale Chiesa di Coccorano.


La fondazione del castello risale da un tale Ranaldo, capostipite di una antichissima FamigliaEugubina che partecipò alle crociate sotto le insegne di Goffredo di Buglione. Nell’anno 1257, Ugolino un discendente di Ranaldo, venuto in discordia con i reggitori del governo di Gubbio, andò esule a Perugia dove poi i Conti di Coccorano assunsero il cognome di Bigazzini. Jacopo Bigazzini,fervente ammiratore di San Francesco, accolse spesso in Coccorano il Santo a cui donò Caprignone posto sull’alture che sovrastano il Chiascio. Alcuni storici francesi hanno avanzato l’ipotesi che Favarone Di Offreduccio di Bernardino, padre di Santa Chiara di Assisi, abbia abitato a Coccorano in occasione della congiura dei Raspanti, trovarono protezione e rifugio presso il Castello di Coccorano molti perugini scampati alla carneficina scatenata in Perugia nell’anno 1393 dalla fazione popolare. La torre di Coccorano molto ambita per la sua favorevole posizione di controllo della valle, venne molto contesa. Sorse una disputa tra Perugia ed Urbino, la firma di pace nella discordia avvenne nel Castello di Biscina. Divisa l’immensa proprietà terriera di un tempo, scomparsa la nobile stirpe dei Conti di Coccorano, ora resta se non il ricordo delle loro gloriose gesta.


Il castello primitivo e del sec. .XI, i suoi resti fanno supporre che in epoca non precisata, è stata ampliata, aggiornato nei modi di difesa e questo alla fine del sec. XIV o inizio del XV, sia per la torre che per le mura di cinta. Attualmente sull’alta ripa, che è visibile sulla destra del Chiascio, troviamo Belmonte, solida casa, le cui fondamenta costruite in pietra locale, testimoniano la presenza dell’antico castello.
La Chiesetta attuale, il cui titolare è S.Antimo, ha l’abside ad oriente, su cui è eretto il campaniletto a croce, non è distante dalle vestigia del castello.